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- Festa Democratica 2010 - Le Stelle D'Europa Sul Mediterraneo
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Festa Democratica 2010 - Le stelle d'Europa sul Mediterraneo
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Si svolgerà nel capolugo ligure la prima Conferenza Programmatica del Partito Democratico della Liguria
Calendario completo
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Lettera aperta a Confindustria di Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova |
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venerdì 05 febbraio 2010 |
Intervento di Alessandro Repetto in merito alle polemiche nella Confederazione industriale sulla nomina del nuovo direttore generale
Quello che mi spiace nella polemica suscitata in seno a Confindustria
dalla nomina del nuovo Direttore generale è assistere a una disputa che
ha assunto dei contorni più ideologici che di merito, più personali che
istituzionali.
Lo dico da uomo politico, prima che da amministratore pubblico, in una
fase della nostra storia civile in cui è luogo comune rimproverare alla
classe politica di non avere sufficiente riguardo per la società che le
chiede di superare gli steccati ideologici e di trovare quella coesione
utile per la soluzione dei problemi di tutti.
Anche al nostro livello locale, al di là della estremizzazione dei toni
e dei motivi del confronto che le campagne elettorali inevitabilmente
suscitano, si osserva una importante convergenza delle posizioni
istituzionali e politiche su alcuni temi fondamentali dello sviluppo.
Per esempio, per restare ai temi economici, sui temi della riforma dei
porti, delle infrastrutture stradali e ferroviarie, della cantieristica
navale, del ruolo strategico delle industrie e dei servizi ICT, ma
anche delle politiche di offerta turistica e culturale, a prescindere
dal clima di emergenza prodotto dalla crisi economica internazionale e
interna. E comunque, anche rispetto alla crisi e agli strumenti da
mettere in campo a favore dei lavoratori e delle imprese, qui in
Liguria si avverte una diffusa sensibilità politica e sociale, che
accomuna le istituzioni e oltrepassa in una certa misura i confini
degli schieramenti dei partiti.
Per questo mi sento di farmi interprete di quell'opinione pubblica, che
ritengo assai diffusa, che non riesce a comprendere perché in seno al
mondo industriale genovese dovrebbero esistere i "partiti" del porto e
dell'industria, dell'industria pubblica e di quella privata, del ferro
e del mattone, dei servizi e della produzione. Possono sembrare
distinzioni e categorie "giornalistiche", evocate per rendere più viva
la cronaca, ma nel leggere le dichiarazioni dei protagonisti viene il
sospetto che ci si schieri davvero dietro ad esse, anche con qualche
eccessiva concessione alla assennatezza come quando si dichiara in
maniera apodittica, per non dire apocalittica, la capacità di un
settore di fare occupazione invece di un altro.
Appare invece evidente come la nostra economia locale derivi la sua
caratteristica principale dall'insieme e dalla forte integrazione di
tutte questi elementi. La produzione dei servizi portuali presuppone
sistemi tecnologici avanzati, così come lo sviluppo del porto comporta
grandi investimenti in opere edili; il ramo industriale del porto
intreccia le sue sorti con il ramo commerciale, per fortuna anche in
senso anticiclico, mentre il traffico crocieristico muove gli
indicatori del turismo. Analogamente, non c'è porto senza domanda di
trasporto e quindi retroterra produttivo industriale e commerciale. Il
territorio che sostiene il porto è peraltro molto più esteso della
nostra piccola regione e perciò ci si attende non solo maggiore
coesione a livello locale ma anche con le istituzioni e le
rappresentanze economiche delle regioni del Nord-Ovest.
Occorre dunque che si torni all'unità nel mondo confindustriale
genovese, una condizione irrinunciabile per affrontare la crisi con il
più ampio concerto di volontà e di interessi. Ritengo non solo
legittimo ma importante che il mondo delle imprese affronti in questa
fase, anche in maniera pubblica, una discussione interna su diversi
scenari di sviluppo, ma è altrettanto legittimo attendersi che essa
produca un contributo effettivo alla discussione generale delle
istituzioni e delle forze sociali sulle politiche industriali ed
economiche che occorre intraprendere per uscire dalla crisi e
rilanciare il nostro territorio.
Genova, 5 febbraio 2010
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