Partito Democratico Ligure
 
 
  • Festa Democratica 2010 - Le Stelle D'Europa Sul Mediterraneo
    11 settembre 2010 (18:00 - 23:30)
    Area Porto Antico
    Festa Democratica 2010 - Le stelle d'Europa sul Mediterraneo

    - Ore 18,00
    “Salute & Sanità nell’impegno pubblico” con

    Sen. Ignazio Marino, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta...
  • Festa Democratica 2010 - Le Stelle D'Europa Sul Mediterraneo
    12 settembre 2010 (18:00 - 23:30)
    Area Porto Antico
    Festa Democratica 2010 - Le stelle d'Europa sul Mediterraneo

    - Ore 18,00
    “La cittadinanza nell’ Europa e nel Mediterraneo: diritti sociali, diritti politici, diritti civili” con
    On. Giovanna Melandri
    Ivan...
  • PD Liguria: conferenza programmatica
    22 ottobre 2010 (10:00) - 24 ottobre 2010 (20:00)
    Si svolgerà nel capolugo ligure la prima Conferenza Programmatica del Partito Democratico della Liguria
Calendario completo
Giovani democratici Liguria
chiara.jpg
Vignette - fratelli di tagli  
logo in buone mani.jpg
Alziamo la nostra bandiera, la bandiera dell'alternativa. E vinciamo in Liguria e in Italia
lunedì 08 marzo 2010
Il segretario del PD Bersani ha aperto a Genova la campagna elettorale nazionale per le regionali 

bersani 3.jpgLe note della Canzone popolare e l'abbraccio a Raimondo Ricci, presidente dell'Istituto Ligure per la Storia della Resistenza.

Così Pierluigi Bersani ha aperto la campagna elettorale del PD per le prossime regionali. E per farlo ha scelto Genova e la Liguria, perché "quando si vince in Liguria, si vince in Italia. E vi dico che qui si vince".
Non ha dubbi il segretario Bersani nel rivolgersi alla platea, nel sottolineare i punti di forza rispetto agli avversari. Nel riconoscere la passione politica del giovane segretario Lorenzo Basso e quella di governo locale di Claudio Burlando che ha saputo amministrare bene e ha dato una risposta alla crisi economica, nella totale assenza della politica di governo sul tema.

"Per queste regionali abbiamo lavorato con l'idea di avere schieramenti ampi, candidature forti - prosegue Bersani - . Ci siamo messi in griglia di partenza in posizione competitiva con i motori caldi. Oggi partiamo forti e fiduciosi e soprattutto partiamo bene. Veniamo da una fase politica avversa a noi. Il centro destra poteva illudersi che questa fosse l’occasione per chiuderci nella riserva indiana. Il giorno dopo loro avrebbero calvalcato nella prateria facendo quello che vogliono. Hanno fatto i conti senza l’oste. La gente comincia a capirci, perché noi decidiamo e scegliamo in trasparenza. E ci impegniamo per fare un partito vero. Un partito non lo fai dal predellino e loro alla prima curva si sono ribaltati, noi siamo in piedi. Il nostro è un partito nuovo, dove si discute all'aria aperta e ci si ritrova sulla griglia di partenza pronti a correre".

Dall'altra parte invece il "trucco vergognoso e inaccettabile" del decreto salva liste.

"Questi, arroganti come nessuno, hanno fatto quello che hanno fatto e poi se la sono presa con noi - prosegue Bersani - . Ma dico, a mezzogiorno si chiude la presentazione delle liste e a quello gli viene voglia di un panino? In realtà nel panino non sapeva se metterci il prosciutto o il formaggio. A Milano non sono riusciti a mettersi d’accordo su mettere a posto questo quel candidato. Perché ancora studiano, ma non riescono a moltiplicare i pani e i pesci e neppure le firme".

Nel 2001 la giunta regionale di centrosinistra in Molise fu mandata a casa appena eletta per alcune irregolarità nella presentazione delle liste, tra cui la mancata indicazione del tipo di documento di identità di chi le presentava. Si tornò alle urne e  vinse il centrodestra.

"Nessuno allora si sognò di fare leggi ad hoc. Loro invece non si sono rimessi ai cinque gradi di giudizio che si risolvono in pochi giorni - sottolinea Bersani - . Loro al primo passaggio vogliono la norma. Inventano la furbizia del decreto interpretativo. E guardate che il presidente della Repubblica non c'entra niente in questa vicenda, non si nascondano dietro a Napolitano. Loro sono responsabili del trucco vergognoso che hanno introdotto, di quello che hanno scritto. Queste norme sono uno schiaffo percepito nell'opinione pubblica che ogni giorno vive nelle regole. Se uno studente arriva in ritardo all'appello non fa l'esame, in un paese se vai sopra i 50 all'ora prendi la multa. E allora non può esserci un Paese dove le regole valgono per i cittadini e per le altre liste ma per loro no.
Questa è una ferita molto grave al senso comune. Nella campagna elettorale si è introdotto un tema profondo, quello del consenso che viene prima delle regole. Schifani distingue fra Costituzione formale e reale, ricordiamogli che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti della Costituzione e delle leggi e tu puoi avere il 99,9 del consenso ma la Costituzione e le leggi le rispetti.  Io non sono per fare gli Aventini, piuttosto chiediamo ai cittadini il giudizio su questa vicenda attraverso le urne"
.

largopd 2.jpgIl Partito Democratico dell'alternativa  è la vera risposta a un Berlusconi sempre uguale da 15 anni.

"Alla questione “Berlusconi si Berlusconi no”, noi diciamo Berlusconi basta - è chiaro il segretario Bersani - . Ci sono i problemi del Paese da risolvere. Pensate che strana la storia, Berlusconi ha governato più di De Gasperi. Ma De Gasperi  in pochi minuti
avrebbe saputo fare il riassunto di quello che aveva fatto per il Paese. Berlusconi no. Sono anni che si aggira per l'Italia e cosa ha risolto? Cosa hanno risolto i suoi ministri Brunetta, Gelmini, Tremonti? La questione di fondo è che loro i problemi li usano, non li vogliono risolvere. E la colpa è sempre degli altri. Sembra che gli altri governino e loro siano lì per il dopolavoro. La differenza fra noi e loro è che loro hanno l’attitudine a usare il governo per fare consenso e noi il consenso per fare governo”.

Chiaro esempio delle eterne bugie di Berlusconi è la vicenda dell'Aquila.
"Il governo ha detto che è tutto a posto, ma ci sono 18 mila nelle case, 30000 sparsi - spiega Bersani - . E quattro milioni e  mezzo di tonnellate di macerie a cui deve pensare il sindaco. E dove se le mette?".
La risposta dalla platea non si fa attendere: "Ad Arcore!".

"Il loro meccanismo di miracolo con le ruote comincia a traballare - prosegue Bersani - . Anche sulla crisi economica prima hanno detto che non c'era, poi che non arrivava, poi era solo finanziaria e non economica, poi psicologica, poi si vedeva qualche spiraglio, era alle spalle. Oggi Berlusconi dice che noi stiamo meglio degli altri, ma non è vero. E' una balla colossale: in due anni abbiamo perso sei punti di PIL, era dal 1945 che non conoscevamo una caduta simile. E allora in questa campagna elettorale dobbiamo porre con forza il tema economico. Perché il nostro deve essere un partito fondato sul lavoro, il lavoro dipendente, quello autonomo, dei professionisti, che rispetti l'ambiente".


Per il segretario nazionale del Partito Democratico occorre rimettere in moto l'economia e i cantieri, aiutare le imprese, rilanciare la politica industriale, fare investimenti pubblici, sostenere il settore delle energie, mollare un po' il Patto di Stabilità per i Comuni. Ma di tutto questo non c'è traccia nella politica del governo.

bersani vaillant 1.jpg"Oltre a non fare  - commenta Bersani - hanno buttato su dei carichi da 90. Nella politica scolastica hanno iniziato parlando di 7 in condotta e grembiulino, dietro quella linea ideologica è arrivato Tremonti con i suoi tagli e la Gelmini ha eseguito. E poi il condono fiscale e il rientro dei capitali, ma rientrati dove? Un insulto agli onesti ma anche ai piccoli evasori. Non sono riusciti a concentrarsi sul problema. Guardate di cosa si discute negli altri paesi: lavoro, crisi, fisco, green economy. Da noi si parla di legittimo impedimento, privatizzazione e ora di liste. Non si riesce a mettersi sulla questione. Ed è vero che l'unica risposta alla crisi è arrivata a livello regionale.

Poi Bersani si rivolge a Umberto Bossi, impegnato a pochi chilometri di distanza in un comizio al Teatro Verdi di Sestri Ponente.
"E la Lega, in questi quindici anni, cosa ha fatto al netto delle ronde nelle politiche regionali? Hanno pensato di colorare di verde i gonfaloni dei Comuni - commenta il segretario del PD - . Dicono di essere vicini al popolo, ma sono loro a tenere su il miliardario, a votare i condoni, le leggi ad personam, a spostare 300 milioni di Euro dalla piccola impresa per darli ad Alitalia".



bersani 4.jpg"La Regione deve essere la porta del locale verso il nazionale e il globale, aperta alla società, con una visione di progresso, curiosità - conclude Bersani - . Come avvenuto in questi anni in Liguria, dove Burlando ha fatto concretamente qualcosa per i cittadini, non si è addormentato sui problemi.  Ho voluto uno slogan per questa campagna elettorale: "In poche parole, un'altra Italia". Per dire che noi andiamo al sodo, ai fatti. E queste parole sono lavoro, onestà, serietà e regole. Mettiamole sulla nostra bandiera, alziamo la nostra bandiera, la bandiera dell'alternativa. E vinciamo. In Liguria e in Italia".


Guarda il video dell'intervento
Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 marzo 2010 )