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Ministro Gelmini, la mia storia è quella di tanti; e così le mie speranze |
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lunedì 08 marzo 2010 |
Lettera aperta di Chiara Traverso, insegnante precaria, al Ministro della Pubblica Istruzione
Ministro Gelmini,
la mia storia è quella di tanti; e così le mie speranze.
E
lo sono anche l'indignazione e la mortificazione in questi tempi così
bui. Una laurea in lettere antiche nel 2004, un concorso, tanti esami e
poi l'abilitazione all'insegnamento. Oggi un contratto a progetto senza
copertura di malattia, uno stipendio di 500 euro al mese in una scuola
privata e, guarda caso, proprio negli ultimi due anni, neppure un'ora
di supplenza nelle scuole statali.
Non ho mai pensato che
l'insegnamento in Italia fosse una strada facile da percorrere, ma l'ho
scelto per passione. E perché credo profondamente nell'istruzione
pubblica. Quell'istruzione pubblica della quale, come l'etimologia del
termine "ministro" suggerisce, Lei dovrebbe essere un attento servitore.
Anche
io vorrei essere al servizio degli studenti italiani. Ma non posso e
non potrò farlo come dovrei e vorrei, anche perché la Sua riforma ha
gettato gli insegnanti precari nella disoccupazione, nel caos e
nell'abbandono. E tutto questo sulla pelle dei ragazzi e contro il
futuro del Paese.
Ministro Gelmini, da italiana non mi aspettavo un
futuro semplice, ma neppure un futuro già anteriore. Il Suo compito è,
innanzitutto, quello di garantire il pieno funzionamento della scuola
pubblica e di migliorarne la qualità. Questo è il pensiero di
moltissimi precari, operatori della scuola, famiglie e studenti (e che
in tanti speriamo sia del tutto condiviso dal Partito Democratico).
Questo mi aspetto da un Ministro della Pubblica Istruzione! E non, come
invece è accaduto e accadrà, i tagli ai corsi di recupero, al sostegno
e persino alla carta igienica.
Ministro, ogni giorno mi domando se
Lei conosca realmente le condizioni delle nostre scuole pubbliche e dei
ragazzi: le aule sono fatiscenti e per gli alunni si rileva una sempre
più drammatica esigenza di scolarizzazione. E allora, perché aumentare
il numero di studenti per classe e sfoltire le ore di lezione? La
storia dell'arte è stata pressoché bandita dal Classico e
dall'Artistico; a Ragioneria le ore di informatica sono state
dimezzate; al Liceo Classico sono diminuite le ore di Italiano e di
Geografia; i futuri geometri addirittura non studieranno più il
Diritto. L'ennesimo colpo del governo alla legalità'... E sono solo
pochi esempi.
Questo Suo riordino della Scuola Secondaria ha
veramente dell'incredibile, Ministro, e proprio mentre il Paese, per
affrontare le difficoltà sociali ed economiche, avrebbe bisogno di una
scuola culturalmente più attrezzata, aperta ai nuovi saperi e davvero
pronta ai problemi legati all'inclusione dei tanti giovani provenienti
da ogni parte del mondo. Ministro della Pubblica Istruzione, non faccia
da servitore a Tremonti e a Berlusconi.
Chiara Traverso
(letta il 6 marzo al Vaillant Palace in occasione dell'apertura nazionale della campagna elettorale del PD per le regionali con Pierlugi Bersani)
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